Che cos’è aMo?

L’Agenzia per la Mobilità e il Trasporto Pubblico di Modena (aMo) è una società per azioni interamente pubblica, partecipata dai comuni e dalla Provincia di Modena.
Gestisce e utilizza fondi pubblici per il funzionamento del trasporto pubblico locale.
Inoltre, aMo è proprietaria dei beni necessari al trasporto pubblico, come le reti, i depositi e le fermate.

aMo è finita recentemente sotto indagine per un ammanco di denaro pubblico superiore a € 500.000 tra il 2019 e il 2025. Questioni di gestione, controlli inefficaci, responsabilità politiche e amministrative, nomine opache — tutto questo ha reso il Caso aMo un caso emblematico di cattiva amministrazione e trasparenza mancata. Vuoi firmare affinchè i Comuni restituiscano tutti i soldi spariti? Clicca qui o recati presso un nostro banchetto.


Cronologia degli eventi principali

DataEvento
Aprile 2025Scoperta di un bonifico sospetto dal direttore contabile Daniele Berselli, verso beneficiario non corretto, che porta all’avvio di verifiche interne. Gazzetta di Modena, Open, Vivo Modena
Tra 2019-2024Accertata da aMo la sottrazione di quasi € 400.000 da parte di una dipendente, attraverso bonifici e altri movimenti. Le verifiche suggeriscono che l’ammanco possa salire fino a € 500.000. Gazzetta di Modena, Corriere di Bologna
24 giugno 2025Denuncia formale presentata da aMo all’autorità giudiziaria, con dossier di ~300 pagine. Gazzetta di Modena
SuccessivamenteLicenziamento della dipendente coinvolta, apertura del procedimento disciplinare anche verso il direttore. Gazzetta di Modena, RaiNews, Tv Qui Modena
Luglio 2025Stefano Reggianini (ex amministratore unico AMO, segretario provinciale PD) si dimette da entrambe le cariche. Anche Alessandro di Loreto (ex direttore, ora assessore) e Vito Rosati, revisore dei conti di aMo e del Partito Democratico modenese, si dimettono. TRCModena
Agosto 2025Tribunale emette decreto ingiuntivo nei confronti della ex dipendente per ~€ 459.857, per il recupero della maggior parte dei fondi mancanti. Gazzetta di Modena, RaiNews

Le questioni chiave

  1. Controlli interni molto carenti
    I meccanismi di vigilanza (revisore dei conti, Collegio sindacale, controlli amministrativi) non hanno intercettato le anomalie per anni, nonostante l’entità della partecipata sia relativamente piccola (una decina di dipendenti diretti). Open, lapressa.it, Gazzetta di Modena
  2. Responsabilità politiche dirette
    L’amministratore unico fino a pochi mesi fa, Stefano Reggianini, è anche segretario provinciale del PD. Il collegamento tra ruoli politici e gestionali ha creato forti sospetti di conflitti di interesse, nomine di persone vicine, poca distanza tra politica e gestione operativa. lapressa.it, Gazzetta di Modena, Secolo d’Italia
  3. Opacità e resistenze/documentazione negata
    Le richieste di documenti da parte dei consiglieri comunali sono state ostacolate. Alcune risposte erano incomplete, altre prorogate senza giustificazione; il nuovo amministratore unico è accusato di non essere stato sufficientemente trasparente fin dall’inizio. Il Resto del Carlino
  4. Gestione emergenziale e reattiva
    Il fatto che la scoperta sia partita da un controllo casuale (un bonifico “sospetto”) evidenzia che non c’era un sistema strutturale che monitorasse costantemente le spese, i bonifici, le carte aziendali. Le procedure di selezione dirigenziale, la rendicontazione, le autorizzazioni erano insufficienti oppure mal gestite. Open, RaiNews

Le azioni intraprese finora


Il ruolo di Fratelli d’Italia

Fratelli d’Italia è stato tra i primissimi a sollevare il caso AMo, portandolo all’attenzione pubblica e nelle sedi istituzionali. Quando altri tacevano, noi abbiamo chiesto chiarezza e trasparenza.

Dal Comune a Roma, Fratelli d’Italia ha incalzato senza sosta: per difendere i soldi dei modenesi e chiedere responsabilità. Da anni, inoltre, il partito di Giorgia Meloni pretende un cambio di passo nella gestione del Trasporto Pubblico modenese che da tempo è contraddistinto da un aumento dei prezzi ed un peggioramento del servizio e delle condizioni dei lavoratori del settore.


Domande e punti critici irrisolti


Conclusione

Il Caso AMO non è solo una vicenda di spesa scorretta: è la fotografia di un sistema dove controllo, responsabilità e trasparenza sono mancati per anni e che dimostra in modo plastico come il controllore non possa essere scelto in base alla tessera di partito. Le azioni intraprese — denuncia, licenziamenti, decreti ingiuntivi, revisione degli assetti interni — sono passi necessari ma non sufficienti. Perché la giustizia sia completa (specialmente quella che riguarda noi, ossia quella politica), servono risposte precise sui ruoli, sulle procedure, sui flussi di denaro non chiariti.


Seguiranno aggiornamenti (ultimo aggiornamento al 20/09/2025)